Brividi in musica: una serata dedicata al Maestro aquinate Gino De Cesare

Una serata dedicata a Gino De Cesare. A poco meno di un anno dalla scomparsa del chitarrista aquinate, la cittadina di San Tommaso si appresta a commemorarlo. Il doveroso tributo al Maestro si terrà venerdì 1 agosto nell’ambito della festa della Pro Loco di Aquino. L’Associazione presieduta da Pompeo Pellegrini ha voluto rendere il doveroso omaggio alla figura di Gino: il Maestro rivivrà attraverso i numerosi allievi e compagni di viaggio che non hanno saputo declinare il prezioso invito.  A ospitare l’ evento sarà la piazzetta dei  Conti di Aquino. Sul palco si alterneranno numerosi musicisti del territorio, da alcuni rappresentanti dello storico gruppo dei “Leaders”  (che annoverava anche lo stesso Gino) al “Verso” (Giovanni Cicchetti), dai “Phaedra”  ai cassinati Bruno Galasso e Donato Rivieccio. Presenti anche gli amici storici di De Cesare, Bruno Mastronicola e il presentatore della serata, Camillo Marino.

Un anno fa,  la mattina del 13 agosto, l’artista aquinate se ne andò in punta di piedi, tradito dal suo cuore. Un’uscita di scena repentina, coerente con il suo stile di vita sempre improntato al basso profilo. Un vulnus, una ferita ancora aperta non solo ad Aquino, ma anche nei paesi vicini dove il Maestro era conosciuto e molto apprezzato. Gino, nella sua smisurata grandezza da virtuoso della chitarra, era una persona estremamente buona e umile. Lui che, in virtù del suo clamoroso talento musicale, avrebbe potuto guardare tutti dall’alto verso il basso, al contrario non saliva mai in cattedra. Trascorreva le sue giornate nella sua casa di via Roma, dove condivideva l’amore per la musica con i tanti allievi che gli facevano visita. Una passione che ha lasciato in eredità al secondogenito Antonio.

DSC_0150Schivo ai riflettori, era raro che si esibisse in pubblico. L’ultima volta accadde nell’ottobre del 2012 presso la chiesa della Madonna della Libera, che si illuminò di immenso al suo cospetto: una breve e struggente esibizione dedicata ai suoi genitori, Gaetana e Antonio.  Note suadenti e magiche, le sue, che avevano il potere di entrare subito nel cuore dell’ascoltatore, di rapirlo. Anche lo spettatore più profano poteva coglierne di primo acchito lo straordinario talento forgiatosi nei primi anni ’60, in piazza San Tommaso, nei pressi del distributore di benzina. La parabola artistica di Gino nacque proprio dal chioschetto dove, tra un rifornimento e l’altro, era solito radunarsi con i suoi amici intimi ingannando il tempo attraverso le note. L’amore per la musica si sarebbe tradotto, di lì a poco, nella nascita del gruppo dei “Tomisti” (metà anni ’60), sodalizio musicale fatto di aquinati doc e capace di assurgere presto agli onori delle cronache. Memorabile la vittoria (medaglia d’oro, 1967) sul palco del teatro delle Fonti di Fiuggi, in occasione della rassegna d’arte regionale.

Anni  spensierati, irripetibili, quando bastavano le risate dei compagni e una chitarra a dare un senso alle giornate. Del Maestro esiste una cornucopia di aneddoti. Il più significativo, l’incontro con un certo Pino Daniele presso un noto centro musicale di Cassino. Il fatto risale agli anni ’80. Il cantautore napoletano entrò nell’esercizio commerciale e si imbattè per caso nel nostro Gino alle prese con il suo inseparabile strumento.  Sentendolo suonare, Pino Daniele non esitò a chiedere al titolare del negozio chi fosse quel tizio seduto a pochi metri da lui. Il musicista partenopeo fu subito rapito dalla maestria di Gino cui chiese in seguito se avesse voglia di collaborare con lui. Gino non tradì alcuna emozione e, con il consueto garbo (uno dei suoi tratti distintivi insieme al suo sorriso), rifiutò. Aveva appena detto di no a un grande interprete della musica leggera italiana gettando alle ortiche una proposta professionale imperdibile. Ma lui era fatto così. E ora, un anno dopo, la sua gente (che, ricambiatissimo, amava), ancora incredula ed emozionata, si accinge a ricordarlo in una serata – amarcord, da brividi. Il proscenio sarà tutto per lui, che da lassù dispenserà il solito sorriso.

Libero Marino

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